Confessioni di un commesso di telefonia (Buone Feste)

Tutti siamo stati, siamo e saremo consumatori.

Chi più chi meno, anche io.

Ma avete mai provato a mettervi dall’altra parte? A vedere le persone nei negozi con gli occhi del commesso?

Io, mio malgrado, faccio questo mestiere da anni.

In questi anni (sono già sette..) ho visto cambiare il mio lavoro, ed ho visto cambiare le persone. O meglio dovrei dire l’animale consumatore.

Già perché le persone quando entrano in un negozio non sono mica più persone. Diventano bestie. Affamate, senza logica, senza contegno. Anzi non diventano bestie, peggio, diventano umani.

Camminano. Alcuni veloci come gazzelle, altri invece barcollano come ubriachi senza meta.

Dimenticano l’educazione all’ingresso. Perché dai, voglio pensare che almeno fuori dal negozio, almeno alcuni, un minimo di educazione in più ce l’abbiano.

Non salutano. Quasi mai. E se tu li saluti, “Buongiorno!”, la loro risposta non arriva, o se arriva è qualcosa come “Mi serve…” o “senta un po’..

Io ci sento, ci sento benissimo, e sentirmi dire “senta un po’” mi fa incazzare tantissimo. Vorrei sentire un saluto ogni tanto, o un grazie, ma evidentemente pretendo troppo.

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Due mesi senza Tv

Sono esattamente due mesi che il mio televisore si è rotto.

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Da allora non l’ho ancora portato a riparare, benché sia ancora in garanzia, semplicemente perché non ne ho sentito l’esigenza.

Non sono mai stato tv-dipendente, ma negli anni passati la guardavo spesso. Ho avuto anche l’abbonamento alla pay tv per un bel po’.

Poi sono passato ad usarla solo per guardare i film attraverso il blu-ray o la chiavetta. Ed è quello che intendo continuare a fare, non appena l’avrò fatta riparare…in fin dei conti l’ho pagata!

Ma in questi due mesi ho capito che la tv é un altra cosa di cui posso fare tranquillamente a meno…

Se vi interessa Joshua Becker ha scritto un articolo interessante sull’argomento. Ad esempio lo sapevate che chi guarda la tv è meno soddisfatto della propria vita, più ansioso e ha più desideri “materiali”? Lo dice il Journal of Economic Psychology!

This brings me …

This brings me to a broader point: in an age of personal technological revolution, we all need a more explicit philosophy for adopting tools. Without this clarity, we run the risk of drowning in a sea of distracting apps and shiny web sites.

My philosophy — to only adopt tools that solve a major pre-existing problem — has served me well.

E voi cosa ne pensate? Ha senso? Siete su Facebook, e se si, perché?

( Nathan Lunsford, “Why I never joined Facebook“, via Minimal Mac)

Buoni propositi

Per iniziare voglio stilare una lista (probabilmente soggetta a variazioni) di buoni propositi per il futuro, senza darmi scadenze particolari.

  • Ridurre la quantità di oggetti che possiedo, regalando o vendendo ciò che non ritengo necessario alla mia vita.
  • Ridurre l’uso dell’automobile, sostituendola con la bicicletta o i mezzi pubblici dove possibile.
  • Ridurre il consumo di alimenti di origine animale, gradualmente, aspirando ad una dieta vegetariana 
  • Ridurre il tempo passato online, facendo un uso migliore di internet e delle sue potenzialità
  • Dedicare più tempo alla lettura dei libri
  • Dedicare più tempo ai miei amici, animali e non
  • Imparare a suonare uno strumento
  • Imparare uno o più lavori manuali 
  • Eliminare le distrazioni, in primis la televisione
  • Uscire più spesso
  • Imparare a coltivare un orto

Non necessariamente in questo ordine.